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Le nuove regole sul pagamento delle retribuzioni ai lavoratori

Studio Cortorillo (Immobiliare-Condomini-CAF)
Pubblicato da Studio Cortorillo in FISCO · 7 Aprile 2018
Tags: stipendiolavoratoredipendenteretribuzionetracciabilità
busta_paga
La Legge di Bilancio 2018 ha stabilito che dal 1 luglio 2018 lo stipendio, o qualsiasi altra retribuzione, potrà essere versata al lavoratore, dal datore di lavoro o dal committente, soltanto mediante bonifico o con altri mezzi di pagamento tracciabili.
Le nuove regole sul pagamento degli stipendi sono contenute nell'art. 1, commi 910, 911, 912, 913 e 914, della predetta Legge di Bilancio.
Nella nuova norma sono inclusi vari tipi di rapporti di lavoro: contratti a tempo pieno e part-time, rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato, contratti di apprendistato e tutte le altre forme di lavoro flessibile come il contratto a chiamata, i soci lavoratori di cooperative con contratti subordinati, le collaborazioni coordinate e continuative.
Il divieto di pagamento della retribuzione in contanti non si applica nella pubblica amministrazione e nei rapporti di lavoro domestici.
Inoltre, la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione, e potrà essere dimostrato esclusivamente dalla ricevuta del pagamento tracciabile.
Pertanto, il lavoratore potrà essere retribuito esclusivamente tramite:
  • bonifico, bancario o postale, su un conto con codice IBAN indicato dal lavoratore stesso;
  • assegno (bancario o circolare) consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente, un familiare,in linea retta o collaterale del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni;
  • pagamento elettronico;
  • contanti solo presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.
Nel caso di violazione delle nuove norme il datore di lavoro o commitente sarà sottoposto a sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra i 1.000 e i 5.000 euro.



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